Fare il nocino

Le quantità indicate sono per un litro di alcool, che vi darà alla fine circa un litro e mezzo di nocino, con una gradazione intorno ai 50°. Una quantità che a noi basta si e no per un paio di prove. Se volete farne di più, fate un po’ i vostri conti.

Il giorno (o meglio la notte) di San Giovanni raccogliete circa 50 noci. Potranno essere un po’ di più o un po’ di meno, a seconda della grandezza, e anche della forma del recipiente in cui le immergerete nell’alcool. Dovranno rimanere completamente sommerse. Anche 30 vanno bene.

Tagliate le noci a pezzi con un coltello affilato (due o tre pezzi ciascuna) e immergetele in un litro di alcool a 95°, in un recipiente di vetro a bocca larga (bottiglione o piccola damigiana). Se vi piace, aggiungete qualche chiodo di garofano (pochi!) e un’idea di cannella (poca!). Chiudete ermeticamente il recipiente e lasciate macerare al sole per tutta l’estate, agitando ogni tanto. Già dopo pochi minuti l’alcool e le noci, inizialmente verdi, dovrebbero essere diventati neri.

A San Michele, aprite il macerato e filtratelo attraverso un filtro grossolano (va benissimo il colapasta). Intanto preparate lo sciroppo di zucchero e il caramello.

Sciroppo: sciogliete 200 grammi di zucchero in 300 millilitri di acqua bollente.

Caramello: in un tegame grande mescolate 200 grammi di zucchero con circa 50 millilitri d’acqua. Fate caramellare sul fuoco finché il composto sia marrone e omogeneo. C’è anche chi preferisce fare questa operazione senza mettere l’acqua, ma state attenti a non bruciare tutto. State attenti quando il caramello comincia a montare: toglietelo dal fuoco per tempo.

Aggiungete quindi lo sciroppo al caramello (non viceversa!), finché sono ancora caldi. Aggiungete lo sciroppo lentamente e con cautela (a cucchiaiate), continuando a mescolare perché si amalgami bene. Poi lasciate freddare.

Quando è freddo, versate lentamente il macerato filtrato nella miscela zucchero/caramello (non viceversa), sempre mescolando. Se avete fatto tutto a modo, il nocino dovrebbe risultare limpido e uniformemente nero, senza sedimento e con una consistenza leggermente oleosa. Chiudetelo bene e lasciatelo stare fino a Natale (se volete potete assaggiarne un po’ ogni tanto, ma poco)

A Natale, aprite e bevete (o regalatelo, se non sapete mai cosa regalare a Natale).

Se siete pagani, e non conoscete né San Giovanni né San Michele, potete fare così: raccogliete le noci in occasione del solstizio d’estate, filtrate all’equinozio d’autunno, e lasciate riposare il nocino fino al solstizio d’inverno. Otterrete un risultato simile, almeno dal punto di vista fisico.

Volendo, ci si può basare anche sulle festività ebraiche, ma è più difficile, perché si spostano ogni anno (forse per una certa naturale inclinazione a complicarsi l'esistenza, inclinazione che peraltro non possiamo fare a meno di apprezzare). Con una certa approssimazione potete fare così: raccogliete le noci verso Shavuot, filtrate tra Rosh-Hashanah e Yom-Kippur, e lasciate decantare fino a Hanukkah.

Non ci si può invece basare sul calendario islamico, perché il nocino è alcolico, quindi vietato a chi è islamico. Se poi volete seguire il calendario cinese dovete arrangiarvi, perché noi non lo sappiamo.

Per fare il nocino spagirico:

Abbiate cura di usare solo alcool proveniente dalla distillazione del vino (quello comunemente in commercio viene in genere dalla fermentazione di frutta o cereali). Purificate previamente l’alcool ridistillandolo in contatto con cremor tartaro. Procedete poi nello stesso modo, ma dopo avere filtrato il macerato di noci, non buttate via ciò che resta delle noci esauste, ma inceneritele sul fuoco di legna, in un recipiente di acciaio. Quindi calcinate le ceneri in muffola, lavandole con acqua distillata, fino a ottenere un sale perfettamente bianco. Dissolvete questo sale nel nocino, affinché la natura solida delle noci torni a riunirsi con quella liquida, da cui era stata separata.